Anobidi: piccoli coleotteri invisibili ma devastanti

Gli anobidi sono una famiglia di circa 1500 specie di coleotteri diffusi in tutto il mondo.
Questi piccoli insetti alati risultano invisibili per gran parte del loro ciclo vitale e purtroppo rivelano la loro presenza solo quando i danni sono già stati fatti.
Molti si nutrono di legno morto, ma altri possono anche attaccare piante vive.

Variano nel colore dal marrone chiaro al nero, hanno forma allungata o ovale e lunghe antenne.
In Italia ne sono presenti circa 35 specie, tra cui le più infestanti sono lo Stegobium paniceum (anobio del pane o dei biscotti), il Lasioderma serricorne (anobio del tabacco), l’Anobium punctatum (il tarlo dei mobili più comune) e lo Xestobium rufovillosum (o “Orologio della morte”, il più grande tarlo anobide).
Per quanto riguarda l’Anobium punctatum, ha forma cilindrica, corpo che va dal rossastro al marrone scuro, ali scure, antenne divise in undici segmenti. Misura dai tre ai cinque millimetri.

Ciclo vitale degli anobidi

La femmina depone le uova su una riserva di cibo che servirà agli embrioni per svilupparsi.
L’Anobium punctatum deposita tra venti e sessanta uova in fessurazioni del legno o vecchi fori di sfarfallamento.
Una volta che le uova si schiudono (dopo circa quattro-cinque settimane), le larve (dal corpo molle e biancastro, con mandibole scure, estremamente sviluppate) penetrano nel substrato nutrendosi della polpa del legno, realizzando lunghe gallerie che vanno via via ingrandendosi a seguito dello sviluppo della larva.
Da lì vi è il passaggio a pupa, dalla quale poi fuoriesce l’individuo adulto, che sfarfalla all’esterno da piccoli fori.
Tutta l’incubazione nel legno può durare anche tre-quattro anni.

Tipico è il rosume che si trova al di sotto di manufatti attaccati dai tarli, costituito da fibre di legno ed escrementi rilasciati dalle larve, che si presenta sotto forma di polvere finissima.
Comportamento diverso per l’Orologio della morte (Xestobium rufovillosum), che invece può riprodursi anche nelle gallerie scavate dalle larve.

Nutrizione degli anobidi

Le infestazioni degli anobidi riguardano il substrato necessario all’alimentazione delle larve.
Lo Stegobium paniceum, che si nutre di sostanze ricche di amido, può infestare magazzini, depositi e aziende alimentari, mentre l’Anobium punctatum infesta ambienti in cui sono presenti mobili, tavoli, sedie, comodini, divani, cornici, legna da ardere, pavimenti, travi e ogni altro manufatto ligneo.

La sua dieta è costituita da legno più o meno stagionato (può anche attaccare legni molto vecchi, come quelli di mobili antichi), ma anche carta e altri manufatti contenenti cellulosa, causando anche danni ingenti per quanto riguarda libri di valore, pergamene, documenti di archivio.

Associazione con acari e insetti

Alcuni anobidi sono associati a vari acari e insetti parassiti.

Per esempio le larve del tarlo dei mobili sono parassitate dal Pyemotes ventricosus.
Oltre a danni strutturali al legno, l’Anobium punctatum può quindi anche causare problemi di salute, in quanto “trasporta” e diffonde il Pyemotes ventricosus, il quale può pungere ripetutamente l’uomo causando dermatiti fortemente pruriginose.

Un motivo in più perché un’infestazione di tarli debba essere debellata il prima possibile e in modo definitivo da personale qualificato, come per esempio quello fornito da Asso di Bastoni, in grado di arrestare il danneggiamento dei manufatti lignei e non far incorrere nelle fastidiose conseguenze causate dagli acari.

Segnali di infestazione

Riconoscere per tempo un’infestazione da anobidi è cruciale per prevenire danni.
Un segnale molto chiaro di infestazione da Anobium punctatum è rappresentato dal rosume rilasciato dalle larve e dalla presenza di piccoli fori del diametro di circa due millimetri sulla superficie dell’oggetto.
Anche udire un rumore regolare proveniente da oggetti in legno può essere un segnale di infestazione.

Prevenzione e rimedi

Per prevenire la minaccia invisibile ma significativa di anobidi, che può interessare abitazioni, garage, depositi, magazzini, luoghi storici e biblioteche, è necessario conoscere la loro biologia, le loro abitudini, caratteristiche e comportamenti.
Per esempio quelli che si nutrono della polpa del legno necessitano di determinate condizioni di temperatura e umidità per sopravvivere.

I danni causati dai tarli del legno sono sia strutturali sia estetici.
Le gallerie scavate dalle larve, infatti, mettono in serio pericolo la resistenza del manufatto (compresa la portanza meccanica di travi, soffitti e intelaiature) ma anche l’estetica a causa dei fori lasciati in superficie.

Da considerare che l’attacco di tarli a un manufatto può essere solo l’inizio di una seria infestazione che può essere anche accompagnata da acari dannosi per la salute.
I tarli possono passare da un oggetto a un altro, dunque è bene agire prontamente con l’aiuto di esperti perché la disinfestazione sia efficace e definitiva.

Per questo motivo non andrebbero utilizzati metodi che non riescono a raggiungere tutti gli insetti nelle loro varie fasi.
Oltre a trattamenti chimici, ritenuti però tossici e invasivi e che dovrebbero essere evitati, oggi si impiegano trattamenti antitarlo non nocivi all’ambiente e alla salute ma che garantiscono ottimi risultati.

Tra questi, trattamenti a microonde (il legno viene riscaldato a temperature letali per gli anobidi) e anossici, ovvero in ambiente privo di ossigeno, che devono essere eseguiti in modo professionale con il massimo rispetto per il manufatto ligneo e nel modo adeguato perché la disinfestazione sia definitiva, quindi con l’intervento di personale esperto e qualificato.
Purtroppo, infatti, le soluzioni fai-da-te, oltre a non essere efficaci, possono anche non essere sicure e danneggiare i manufatti.

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