Cerambicidi: il loro impatto sul legno

I Cerambicidi sono un famiglia di coleotteri che comprende una gran varietà di specie.
Il loro aspetto è molto caratteristico ed è quindi facile riconoscerli dai tarli anobidi e lictidi: hanno infatti corpo solido, allungato (di colore uniforme o anche maculato), lunghe antenne poste all’indietro (per questo vengono chiamati anche Longicorni o Capricorni) e sono di notevoli dimensioni (da uno fino a diversi centimetri).

A causa delle loro notevoli dimensioni, i cerambicidi sono considerati i tarli più nocivi per il legno, in quanto le larve scavano gallerie molto larghe, facendo perdere stabilità e resistenza al manufatto.
Inoltre è molto facile che si diffondano rapidamente e attacchino più strutture.

I cerambicidi più comuni delle abitazioni si sviluppano in presenza di un’alta percentuale di umidità e temperatura tra i 17 °C fino ai 30 °C.
Vengono trasportati con il legname da una zona a un’altra e non è raro trovarne di esotici anche alle nostre latitudini.

Molto diffuso il capricorno delle case (Hylotrupes baiaulus) che, nutrendosi prevalentemente di conifere (soprattutto abete rosso, pino e larice), attacca travi, armature di tetti, assi, solai, pavimenti, capriate, sottotetti di abitazioni, chiese, edifici storici, biblioteche, musei, ma anche mobili e infissi.

Altra specie diffusa è il capricorno delle latifoglie, che privilegia legno di quercia, castagno, pioppo, noce, ecc. e ha dimensioni notevoli.
Meno diffuso lo Stomatium unicolor, che però risulta molto dannoso perché nello stesso manufatto possono svilupparsi più generazioni.
Vogliamo comunque ricordare che i cerambicidi hanno un ruolo utile nell’ecosistema. Infatti le loro larve, formando cavità negli alberi, creano micro habitat importanti per la biodiversità.

Ciclo biologico dei cerambicidi

I cerambicidi sono ritenuti insetti parassiti pericolosi anche perché molto prolifici: le femmine, infatti, depongono centinaia di uova.
Le larve sono carnose, bianche, con apparato boccale nero, con brevi antenne e zampe, fornite di protuberanze che servono loro per avanzare nelle gallerie che scavano triturando il legno dove vivono, in genere nella parte superficiale, più ricca di sostanze nutritive, ma talvolta anche in profondità.
Le femmine di alcune specie scavano una cavità sulla corteccia delle piante e vi depongono le uova, altre, invece, le depongono in superficie ricoprendole con una poltiglia di legno, altre ancora nel legno scortecciato o in quello presente nelle abitazioni.

In pratica, come ogni altro tipo di tarlo, possono causare danni anche ingenti tenendo a lungo nascosta la loro presenza, in quanto in apparenza il legno sembra integro, quando invece all’interno è polverizzato.
Una volta mature, le larve scavano una cella nella quale subiscono la metamorfosi in pupa, molto simile all’insetto adulto, per poi trasformarsi in adulti dopo quindici giorni-un mese, restare ancora del tempo nella camera pupale e poi sfarfallare all’esterno.
Il ciclo biologico di molti cerambicidi ha una durata di un anno, ma vi sono specie che compiono il ciclo completo in molti anni, fino addirittura a diciassette.

Nutrizione dei cerambicidi

Le varie specie hanno abitudini diverse e abitano luoghi diversi. Molti cerambicidi sono innocui e si cibano di scarti vegetali, alcuni, però, rodono la corteccia tenera degli alberi e possono infestare svariati tipi di legno, compresi travi, mobili e opere d’arte, purché non più vecchi di ottanta-cento anni, in quanto non hanno gli enzimi adatti a digerirlo.

Benché molte specie prediligano piante morte, alcune abitano anche piante vive, soprattutto conifere e latifoglie.
Le larve di quasi tutte le specie sono polifaghe, cioè non hanno una dieta specializzata in una sola sostanza.
Oltre che di legno, gli adulti possono cibarsi anche di polline e altre sostanze vegetali. Alcune specie, addirittura, non si nutrono affatto.

Segnali di infestazione

Chiaro segnale di infestazione da cerambicidi è rappresentato dal rumore ritmico prodotto dalle larve mentre rodono il legno.
Ovviamente, poi, date le loro notevoli dimensioni, i fori di sfarfallamento sono molto evidenti, di forma ovale.

Da considerare che è impossibile presumere quanti esemplari siano presenti in un manufatto, in quanto da un solo foro possono uscire anche diversi adulti.
Altro segnale è la presenza di rosume compatto e giallastro all’imboccatura dei fori di sfarfallamento.

Prevenzione e rimedi

Nel caso in cui si sospetti un’infestazione da cerambicidi è necessario agire prontamente, soprattutto perché strutture portanti potrebbero risultare già compromesse nel momento in cui ci si accorge dell’attacco ed essere a rischio di crollo.
L’intervento deve essere efficace e definitivo per debellare completamente il pericolo causato da cerambicidi e il rischio che l’infestazione si estenda ad altre strutture e manufatti.

Per questo è necessario rivolgersi a professionisti del settore come il personale qualificato di Asso di Bastoni, che ha tutta l’esperienza necessaria e i mezzi adatti per effettuare un accurato sopralluogo e combattere in modo definitivo e duraturo gli attacchi di questi tarli del legno.

Molto utile effettuare trattamenti antitarlo su tutti i manufatti in legno presenti nell’ambiente attaccato, anche su quelli che non presentano fori di sfarfallamento, in quanto le femmine potrebbero avervi deposto le uova.

Poco efficaci prodotti applicati in superficie che non raggiungono le larve, così come l’iniezione di insetticidi nei fori di sfarfallamento.
Un intervento utile può essere la fumigazione con gas che non contengono sostanze tossiche, ovviamente da affidarsi a professionisti, i quali potranno anche provvedere a trattamenti preventivi.

Per iniziare a risparmiare, avere informazioni
o ricevere un preventivo, gratuito e senza impegno, contattaci
su WhatsApp o chiama il 3922731648

Call Now Button