Lictidi: piccolissimi ma famelici tarli del legno

I Lictidi sono coleotteri che secondo alcuni studiosi appartengono alla sottofamiglia dei Bostrichidi, con i quali alcune specie vivono in simbiosi, che rappresentano un pericolo per il legno vivo e morto in cui sviluppano le larve.
Di dimensioni estremamente ridotte, alati, di forma allungata e appiattita, con antenne lunghe e corpo di colore rosso-bruno o nerastro, i lictidi sono i tarli più piccoli che possono attaccare le nostre abitazioni.

Meno comuni degli Anobidi e dei Cerambicidi, ma non per questo meno dannosi, infestano in maniera estesa ogni tipo di manufatto e struttura in legno.
Di essi la specie nativa europea è il Lyctus linearis, ma si è diffuso grandemente anche il Lyctus brunneus, arrivato con l’importazione di legni tropicali e favorito dal riscaldamento nelle abitazioni, tanto di diventare il lictide oggi più diffuso in tutto il mondo.

Ciclo biologico dei lictidi

Il ciclo biologico dei lictidi è molto breve e si sviluppano molto rapidamente, per cui una loro infestazione rappresenta un vero pericolo per ogni manufatto ligneo.
La femmina depone venti-settanta uova (a seconda della specie), che si schiudono dopo 10-15 giorni.
Con alcune differenze a seconda delle specie, le larve sono bianche o grigiastre, hanno il capo rossiccio e misurano tra i 4 e gli 8 mm.
Quando la larva è matura (dopo due-tre settimane), si impupa più in superficie, per poi sfarfallare in primavera-estate in insetto adulto, causando i classici forellini.
L’adulto misura tra i 2,5 ai 5 millimetri e ha un ciclo di vita dai due ai quattro mesi.

Nutrizione dei lictidi

La presenza dei lictidi è molto dannosa, in quanto possono compromettere in modo esteso la struttura e la portanza dei manufatti in legno lasciando le superfici apparentemente intatte.
A differenza di quello che si potrebbe pensare, infatti, non sono gli insetti adulti a rappresentare una minaccia, bensì le larve, che rosicchiano il legno dall’interno scavando profonde gallerie orientate lungo le fibre del legno, riempendole di rosume, che si presenta sotto forma di polvere finissima e farinosa.

Anche gli adulti possono causare danni, in quanto talvolta rosicchiano la parte esterna del legno.
La dieta del Lyctus linearis riguarda legni di latifoglia con diametro superiore a 0,08 mm e basso grado di umidità. In particolare prediligono le parti superficiali del tronco degli alberi perché più ricche di amido, zuccheri e proteine, ma non sono rare le infestazioni di legni esotici in cui queste sostanze si trovano anche in profondità e in manufatti in legno stagionato artificialmente, dove queste sostanze permangono più a lungo.
Attaccano prevalentemente legni di noce, quercia, frassino, castagno, acero, olmo, robinia e altre latifoglie, più raramente faggio, pioppo, ciliegio e salice.
Oltre a legni africani, sudamericani e asiatici, il Lyctus brunneus infesta molti legni presenti alle nostre latitudini.

Differenze tra lictidi e anobidi

Le larve dei lictidi si distinguono da quelle degli anobidi perché hanno una parte dell’addome più evidente e per l’apparato masticatore che polverizza il legno, ottenendo una polverina finissima come talco che riempie le gallerie e viene espulsa all’esterno solo in poche tracce visibili.
I danni strutturali provocati dai lictidi sono maggiori di quelli degli anobidi perché essi rodono il legno più in profondità, mentre sono minori dal punto di vista estetico, in quanto, viste le loro ridotte dimensioni, i forellini di sfarfallamento sono più piccoli.
Il ciclo biologico dei lictidi ha una durata tra gli ottanta giorni e un anno, quando invece le larve degli anobidi possono vivere nel legno anche diversi anni.

Segnali di infestazione

Un segnale di infestazione da lictidi è rappresentato dai forellini che l’adulto scava per uscire all’esterno, che presentano sbavature di rosume. Una minaccia “invisibile”, in quanto il legno può apparire quasi intatto in superficie ed essere invece ormai ridotto in polvere all’interno.
I lictidi hanno prevalentemente abitudini notturne ed è possibile individuarli da rumori provenienti dagli oggetti attaccati.

Prevenzione e rimedi

La presenza di lictidi può interessare sia piante vive sia legno lavorato, e dunque ogni tipo di manufatto in legno, antico o moderno (mobili, pavimenti, tavolati, rivestimenti, telai di porte e finestre, battiscopa, poltrone e divani, cornici, travi), causando anche danni ingenti.

Non meno grave il fatto che le larve di Lyctus brunneus possono sviluppare il loro parassita Scleroderma domesticum, insetto che punge l’uomo causando fastidiose dermatiti.
È importante agire prontamente con tecniche di disinfestazione adeguate e definitive, affidandosi ad esperti del settore come il centro specializzato Asso di Bastoni, in quanto il primo passo per una bonifica definitiva è saper identificare correttamente la specie di tarli infestanti e le caratteristiche che ne favoriscono lo sviluppo.

Tra i trattamenti antitarlo più efficaci, quelli in camera anossica, ovvero in ambiente privo di ossigeno, che rende impossibile la sopravvivenza dei lictidi, o altre tecniche ecologiche che risultano risolutive ma senza causare danni per la salute umana e per l’ambiente e che non danneggiano i manufatti in legno.
Ovviamente si tratta di soluzioni che vanno affidate a personale esperto, senza ricorrere a poco efficaci (e in certi casi anche tossici) interventi fai-da-te, quali spennellature esterne, insetticidi da iniettare nei fori di sfarfallamento, bombolette fumiganti o petrolio.

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