Tipologie di comodini

Il comodino è un piccolo mobile generalmente in legno che viene sistemato a lato del letto e che serve per avere a portata di mano tutto ciò che può servire durante la notte.
Un elemento funzionale e pratico, le cui origini risalgono alla Francia del Settecento, dove inizialmente veniva posto nel corridoio, per poi diventare parte integrante della camera da letto come è tuttora.

Esso prende il nome dal più grande “commode” (il nostro comò), di cui era la versione ridotta.
Pur mantenendo la sua funzione originaria e spesso coordinato allo stile del comò e anche del letto (in coppia, per quanto riguarda il letto matrimoniale), il comodino è diventato nel tempo un elemento di arredo da poter arricchire con intarsi, dipinti, laccature e dettagli decorativi in altro materiale, tale da adattarsi ai gusti e agli stili dell’epoca.

Anche la sua forma si è evoluta nel tempo, fino a prendere un’estetica bizzarra e insolita in zone e periodi come nell’Inghilterra del XVIII secolo, o, nello stesso periodo, in Italia, diventando un oggetto prezioso e ricercato, specialmente per quanto riguarda la produzione napoletana.

Anche oggi è oggetto di interesse per quanto riguarda il design e, sia esso in stile antico sia in stile moderno, continua ad arricchire l’arredamento della camera da letto e a rappresentare uno spazio di cui usufruire per riporre oggetti e avere tutto a portata di mano.
A seconda dell’epoca, il comodino può presentare cassetti, ripiani, antine, fino ad arrivare a uno stile moderno minimale caratterizzato da un solo piano su cui appoggiare una lampada, un libro e poco altro.

In genere, comunque, è il luogo deputato per tenere oggetti personali di cui si può aver bisogno quando si è a letto o quando ci si sveglia, quali libri, lampade da lettura, orologio, sveglia, radio, occhiali, cellulare, fazzoletti, acqua e, una volta, il vaso da notte.
Per quanto riguarda le sue dimensioni, varia da una larghezza di 35 cm a 70 cm, un’altezza che per motivi di praticità non deve superare di molto quella del letto e una profondità di 30-50 cm, di modo che non sia d’ingombro per salire e scendere dal letto.
Può essere accostato al letto oppure esserne distaccato di 15-20 cm, comunque a una distanza tale da essere facilmente raggiungibile.

I comodini antichi più comuni sono quelli in stile neoclassico, sobri, in ciliegio, mogano, noce o frassino, con vari materiali d’intarsio; in stile Luigi XVI, di dimensioni ridotte (veniva infatti chiamato “demi commode”), con due o tre cassetti e piano in marmo; in stile barocco, di dimensioni maggiori; rococò, più elaborati, in legni pregiati quali il palissandro, il noce e l’ebano, con decorazioni floreali.

Quelli risalenti all’Ottocento hanno una forma più lineare e in genere un’anta che crea un vano portaoggetti, mentre quelli prodotti nel Novecento sono di solito provvisti di cassetti.
Non mancano di interesse i comodini in stile country, etnici, orientali.
Come elemento vintage, il comodino può diventare un pezzo davvero d’effetto da combinare con il resto dell’arredamento, per esempio utilizzando tecniche shabby chic.

Sia che si tratti di un cosiddetto “tavolo da notte” di recupero, di produzione relativamente recente, sia di un comodino d’antiquariato, è importante che esso sia ripristinato in modo ottimale, tramite restauro, per mantenere la sua forma estetica e le sue funzioni.

In questo senso, quindi, è spesso necessario, prima di introdurlo nell’arredamento della zona notte, sottoporlo a trattamenti strutturali adeguati e di prevenzione o disinfestazione da tarli da parte di esperti come per esempio il personale specializzato del laboratorio Asso di Bastoni.

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