La finitura decapé

Tra le tecniche di finitura dei mobili, il decapé è tra quelle che trova maggiori consensi e che permette di dare agli arredi e agli ambienti un tocco di “vecchio”, di “usato”, di “vissuto”, romantico e molto d’effetto.

A differenza dello stile shabby chic, nato piuttosto recentemente, il decapé è una tecnica decorativa a poro aperto nata in Francia nella prima metà del Settecento, molto probabilmente a seguito di trattamenti antitarlo.

Anche se shabby chic, stile provenzale e decapato hanno dei tratti in comune, quest’ultimo si differenzia dallo stile provenzale soprattutto per il diverso utilizzo delle vernici (sui toni del bianco, del crema e del grigio per il decapé, sui toni pastello e soprattutto lilla, carta da zucchero e indaco, per il provenzale) e dallo shabby chic per quanto riguarda la stesura della vernice. L’effetto del decapé, infatti, richiede che le venature del legno si evidenzino, in contrasto con la vernice sottostante.

Va da sé, quindi, che l’effetto “sbiancato”, “sbiadito” e “invecchiato” del decapé sarà più evidente su mobili e oggetti con venature spiccate e legni porosi quali il rovere, il frassino e il castagno, in quanto la tecnica si basa fondamentalmente sul rimuovere ad arte la vernice lasciando appunto in evidenza le venature naturali del legno.
Utilizzare una finitura decapé consente di ridare nuova vita a vecchi mobili (credenze, armadi, scrivanie, tavoli, mensole, librerie, sedie, cassettiere, bauli, ma anche porte, infissi e complementi d’arredo) per riportare alla luce il fascino naturale del legno, oppure recuperare mobili rovinati e datati o modificare esteticamente anche mobili nuovi ma che ci appaiono un po’ scialbi e a cui desideriamo dare un tocco personale.

Le procedure per rifinire un mobile in stile decapé sono diverse, ma in genere si procede rimuovendo le impurità e lo strato di rivestimento che copre la superficie con l’aiuto di una spazzola con setole di metallo, passandola in direzione delle venature (una volta si utilizzava la soda, per poi passare una mano di calce per debellare gli insetti xilofagi). Questa lascerà solchi sottili nel legno e il colore potrà penetrare facilmente. Si stende dunque un impregnante con la vernice nella tonalità desiderata (come detto, nei toni del bianco o comunque chiari, solitamente diluita al 60-70%). Quando la vernice sarà asciutta, si potrà procedere a carteggiare con carta vetro a grana grossa per asportare la vernice superficiale, lasciando quella entrata nei pori, in modo che si evidenzino le fibre del legno. Infine si può trattare la superficie con un protettivo, come per esempio una cena trasparente all’acqua.

Come sempre, raccomandiamo che vengano utilizzati prodotti ecocompatibili e atossici, che preservino la nostra salute e l’ambiente.

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