Imbottiture per sedie antiche

L’imbottitura di sedie antiche è uno degli interventi di cui si ha spesso bisogno per ripristinare del mobilio d’epoca e riportarlo alla sua funzionalità e ridargli lo splendore che aveva originariamente, in modo che riacquisti la sua bellezza e la seduta riprenda le sue forme morbide e piene.

Un lavoro impegnativo che richiede precisione ed esperienza, in quanto a causa del tempo e dell’usura molto spesso le imbottiture perdono la loro consistenza e vanno molto spesso sostituite.
Si tratta in pratica di ripristinare la funzionalità e l’estetica della sedia cercando di mantenere le sue peculiarità, e dunque intervenire utilizzando tecniche e – laddove non sia possibile recuperarli – impiegare materiali che permettano di conservare le caratteristiche con le quali l’oggetto è stato concepito.

Dopo aver eseguito in modo accurato sbottitura (togliendo quindi la vecchia imbottitura e rimuovendo gli eventuali chiodini), pulizia, incollaggio, rinforzi interni della sedia per renderla di nuovo solida, eventuali trattamenti, compresi quello antitarlo, è da valutare se l’imbottitura e la vecchia tappezzeria devono essere sostituite oppure potranno essere recuperate da un tappezziere.

L’importante è che l’imbottitura di una sedia antica venga fatta con materiali naturali e rispetti il più possibile quella originale (cinghie di juta, stoppa, trucioli, paglia di lino, crine animale, di cui il più pregiato quello di cavallo, oppure, più economico, di mucca, crine vegetale ricavato da piante di cocco o di palma, lana…). Materiali e stoffe, infatti, dovrebbero essere adeguati al periodo storico di appartenenza della sedia.

Il processo interessa prima di tutto le cinghie, che di solito si presentano allentate dal tempo, poi l’applicazione di una tela leggera di juta. Sopra di essa va poi disposta la paglia o altro materiale opportunamente lavorato con le mani in modo tale da renderlo morbido e omogeneo, quindi si procede a rivestirlo di juta, che andrà cucita lungo il bordo. Sopra verrà apposto il crine animale, che consente di rendere elastica la seduta, coperto da un telo bianco, ovatta e quindi il tessuto di rivestimento.

Molte delle sedie realizzate dall’Ottocento in poi presentano molle a forma biconica (solitamente in ottone o ferro ramato), utilizzate per dare maggior confort e la giusta resistenza al peso del corpo, ma che con l’uso tendevano a deformarsi.
Esse vanno opportunamente fissate alle cinghie tramite spago di canapa (che risulta sottile ma nello stesso tempo molto resistente) e un ago da materassaio perché rimangano in posizione. Nel caso in cui esse vadano sostituite (di solito con molle in acciaio), andranno scelte dell’altezza giusta in modo tale che l’imbottitura non risulti né troppo rigida (e quindi poco resistente nel tempo), né troppo poco tesa. Le molle verranno ricoperte con tela di juta fissata con chiodi da tappezziere.

Da ricordare che, a seconda delle fattezze della sedia, l’operazione di imbottitura potrebbe interessare anche lo schienale ed eventuali braccioli.

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